
Comitato promotore dei Referendum. Contro la precarietà e per la democrazia
Ottobre 17, 2007Depositati in Cassazione tre quesiti referendari contro il lavoro precario e per la democrazia sindacale
Il 16 Ottobre alcuni giuslavoristi e alcuni precari e rappresentanti sindacali di base hanno depositato in cassazione tre quesiti referendari sul lavoro precario e sulla democrazia sindacale nei posti di lavoro. I primi due quesiti sono finalizzati ad eliminare le maggiori storture del mercato del lavoro presenti nell’attuale legislazione.
- abrogazione totale della Legge 30 e del decreto legislativo di attuazione 276 del 2003;
- abrogazione parziale del Decreto Legislativo 368 del 2001 sui contratti a tempo determinato.
L’ultimo quesito è per l’abolizione delle parole “nell’ambito delle organizzazioni sindacali che siano firmatarie di contratti collettivi di lavoro applicati nell’unità produttiva” dell’art. 19 della Legge 300/70. Tale abrogazione, finalizzata al raggiungimento di un maggior livello di democrazia sindacale, determinerebbe la cancellazione del monopolio oggi esistente a favore delle maggiori confederazioni sindacali.
Diversamente da chi ritiene democratico consultare se stessi per prendere ed attuare decisioni che interessano l’intera società civile, i firmatari e promotori di questi referendum ritengono indispensabile che su temi quali precarietà e democrazia, la consultazione per essere realmente democratica deve essere ufficialmente certificata e deve fare esprimere l’intera popolazione italiana.
Il Comitato Promotore non si ritiene il detentore unico dei quesiti referendari depositati: si tratta di una proposta referendaria aperta a modifiche, ampliamenti ed integrazioni. Chiunque potrà aderire, partecipare, collaborare e promuovere con noi la raccolta delle firme.
Ottima iniziativa, ma come si fà a firmare?
siamo sicuri che un referendum sia la cosa più giusta? senza dubbio la legge 30 è da riformare, ma per questo non ci sono già i politici? tra l’altro da noi lautamente pagati?
Care compagne e cari compagni,
a me pare che lo strumento referendario sia davvero spuntato e inefficace su materie così amplie e complesse: politiche attive del lavoro, tipologie contrattuali, orario etc . . .
A me parrebbe più utile utilizzare le poche risorse disponibili costruendo una rete reale di resistenza alla precarietà che invece di firme produca forme di lotta efficaci.
Speriamo bene, certamente però sarebbe opportuno far poggiare ogni iniziativa su realtà concrete, partecipate di precari e non a segreterie di organizzazioni etc . . .
Buon lavoro, Alessandro Gulinati
Cos’altro possiamo fare, ormai mi sembra chiaro che maggioranza, minoranza, confindustria e sindacati confederali non hanno ALCUNA intenzione di aggiustare le cose. La legge 30 va abolita!!!!
Ormai penso sia chiaro che destra,sinistra e sindacati e Confindustria siano un tuttuno e non vogliano cambiare nulla sul mondo del lavoro.Ritengo anche inutile(anche se ho già aderito)ricorrere al referendum perchè avremo una campagna contro inimmaginabile dei poteri forti(come sull’ultimo accordo sul welfare)e che sicuramente perderemo come tutti gli altri dall’abolizione della scala mobile ad oggi.La storia dovrebbe insegnare che è molto facile manipolare le menti di chi dovrà recarsi a votare.L’unica alternativa che vedo è che crescano sempre di più i sindacati autonomi(Cobas,Cub,Sdl)che sono gli unici che ormai tentano di difendere i lavoratori e sono gli unici a non avere paura di dichiarare sciopero al contrario dei confederali che ormai ragionano come i padroni(lo sciopero non deve arrecare disturbi e disservizi)allora mi chiedo io a cosa serve scioperare?
Perchè tra i quesiti non inserite anche, e soprattutto, il rispristino del Diritto alla Sciopero totale, come una volta?